Oli e grassi vegetali ed animali esausti

Oli e grassi vegetali ed animali esausti2026-07-08T11:35:33+02:00
Oli e grassi vegetali e animali esausti - Raccolta

Cosa sono e perché vanno raccolti correttamente

Oli e grassi vegetali e animali esausti: quando vengono usati per friggere o cuocere, perdono le loro proprietà e diventano un rifiuto inquinante. Non possono essere riutilizzati né smaltiti nel lavandino: vanno raccolti e gestiti correttamente secondo la normativa vigente.

Ogni anno in Italia si usano circa 1,5 milioni di tonnellate di oli alimentari. Di questi, circa 360.000 tonnellate servono per cucinare e generano 250.000 tonnellate di rifiuto esausto.

Da dove proviene il rifiuto di olio esausto in Italia?

Il 56% proviene dal consumo domestico, il 32% dalla ristorazione e il 12% dall’industria alimentare.
RenOils si impegna ogni giorno per migliorare la raccolta degli oli e grassi esausti e trasformarli in una risorsa per l’ambiente, evitando che finiscano nelle fogne o nei corsi d’acqua.

Impatto ambientale: cosa succede se smaltiti male

Anche se classificato come rifiuto non pericoloso, l’olio alimentare esausto può avere gravi conseguenze ambientali se smaltito in modo scorretto.

Effetti su suolo, acqua e falde acquifere

Nel suolo — rende la terra impermeabile, impedisce alle piante di assorbire acqua e sostanze nutritive. Il terreno diventa progressivamente sterile.

Nell’acqua — forma una pellicola sulla superficie che blocca l’ossigeno: flora e fauna acquatica soffocano. Basta 1 kg di olio esausto per inquinare 1.000 m² d’acqua.

Nelle falde acquifere — contamina le riserve d’acqua potabile, con impatti difficilmente reversibili.

Negli scarichi domestici — gettato nel lavandino o nei WC, ostruisce le tubature e compromette il funzionamento dei depuratori, aumentando i costi di manutenzione per tutta la collettività.

Smaltirlo correttamente è un gesto semplice, ma fondamentale. RenOils supporta cittadini e imprese in tutta Italia per farlo nel modo giusto.

Oli e grassi vegetali e animali esausti - Falde acquifere
Oli e grassi vegetali e animali esausti - riciclo

Il riciclo: da rifiuto a risorsa al 100% riciclabile

L’olio alimentare esausto è altamente inquinante se smaltito male, ma è anche 100% riciclabile se raccolto correttamente.

In cosa si trasforma l’olio alimentare esausto?

Una volta raccolto e trattato, può essere convertito in:

  • Biocarburanti (come il biodiesel)
  • Saponi industriali
  • Lubrificanti
  • Prodotti per l’edilizia

Il riciclo degli oli e grassi vegetali ed animali esausti:

  • Riduce l’inquinamento di suolo e acque
  • Abbassa i costi di manutenzione degli impianti di depurazione
  • Genera valore economico da un rifiuto quotidiano
  • Contribuisce concretamente agli obiettivi di sostenibilità ambientale

Con il supporto di RenOils, cittadini e imprese danno nuova vita all’olio esausto ogni giorno, in tutta Italia.

Come smaltire l’olio alimentare esausto:
guida per famiglie e aziende

Istruzioni per le famiglie

Non versare mai l’olio esausto nel lavandino o negli scarichi: finisce nella rete fognaria, compromette la depurazione dell’acqua e genera costi per tutti i cittadini (fino a 1,10 € al kg).

Segui questi semplici passi:

  1. Dopo la cottura, lascia raffreddare l’olio
  2. Versalo in un contenitore robusto con tappo e collo largo (perfette le bottiglie di succhi o detersivi)
  3. Quando il contenitore è pieno, portalo all’isola ecologica o nei contenitori stradali messi a disposizione dal tuo Comune

Un piccolo gesto quotidiano che fa una grande differenza per l’ambiente — e per le tue tasche.

Obblighi di legge per ristoranti e attività di ristorazione

Se gestisci un’attività di ristorazione (ristoranti, bar, food truck, fiere e sagre), sei tenuto per legge a smaltire correttamente oli e grassi esausti. Il mancato rispetto espone a sanzioni amministrative.

Esistono due modalità di gestione conformi alla normativa:

  • Conservazione senza limiti di quantità, con conferimento entro 3 mesi
  • Conservazione fino a 30 metri cubi, per un massimo di 1 anno

In entrambi i casi, al momento del ritiro è obbligatorio affidarsi a un trasportatore o raccoglitore autorizzato.

Cosa sono gli oli e grassi vegetali ed animali esausti?2026-07-08T11:31:52+02:00

Sono gli oli alimentari che, dopo essere stati utilizzati per frittura o cottura, perdono le loro proprietà e diventano un rifiuto. Non possono essere riutilizzati e devono essere smaltiti secondo la normativa sui rifiuti speciali non pericolosi.

Perché l’olio esausto non si può buttare nel lavandino?2026-07-08T11:32:18+02:00

Perché forma pellicole nelle tubature, ostruisce gli scarichi e compromette il funzionamento dei depuratori, aumentando i costi per tutti. Un solo kg di olio può inquinare fino a 1.000 m² di superficie acquatica.

Come smaltire l’olio alimentare esausto a casa?2026-07-08T11:32:48+02:00

Lasciarlo raffreddare, versarlo in una bottiglia chiusa con tappo e conferirlo all’isola ecologica o nei contenitori stradali del Comune. Non va mai gettato negli scarichi o nell’indifferenziata.

Come smaltire gli oli esausti se hai un’attività di ristorazione?2026-07-08T11:33:12+02:00

Le attività di ristorazione sono obbligate per legge a smaltire oli e grassi esausti tramite un raccoglitore autorizzato. RenOils offre il servizio di raccolta su tutto il territorio nazionale.

In cosa viene riciclato l’olio alimentare esausto?2026-07-08T11:33:37+02:00

Viene trasformato in biocarburanti (biodiesel), saponi industriali, lubrificanti e materiali per l’edilizia. È un rifiuto 100% riciclabile se raccolto correttamente.

Quali sono le normative sugli oli esausti per le aziende nel 2026?2026-07-08T11:34:11+02:00

Le aziende possono conservare oli e grassi esausti in deposito temporaneo secondo due modalità previste dall’art. 185-bis del D.Lgs. 152/2006:

  • Conferimento trimestrale, indipendentemente dalla quantità
  • Conferimento al raggiungimento di 30 m³, entro un massimo di 1 anno

Il ritiro deve essere affidato a un raccoglitore autorizzato. Il mancato rispetto comporta sanzioni da 270 a 1.550 euro (art. 256 D.Lgs. 152/2006).

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