Cosa sono e perché vanno raccolti correttamente
Oli e grassi vegetali e animali esausti: quando vengono usati per friggere o cuocere, perdono le loro proprietà e diventano un rifiuto inquinante. Non possono essere riutilizzati né smaltiti nel lavandino: vanno raccolti e gestiti correttamente secondo la normativa vigente.
Ogni anno in Italia si usano circa 1,5 milioni di tonnellate di oli alimentari. Di questi, circa 360.000 tonnellate servono per cucinare e generano 250.000 tonnellate di rifiuto esausto.
Da dove proviene il rifiuto di olio esausto in Italia?
Il 56% proviene dal consumo domestico, il 32% dalla ristorazione e il 12% dall’industria alimentare.
RenOils si impegna ogni giorno per migliorare la raccolta degli oli e grassi esausti e trasformarli in una risorsa per l’ambiente, evitando che finiscano nelle fogne o nei corsi d’acqua.
Impatto ambientale: cosa succede se smaltiti male
Anche se classificato come rifiuto non pericoloso, l’olio alimentare esausto può avere gravi conseguenze ambientali se smaltito in modo scorretto.
Effetti su suolo, acqua e falde acquifere
Nel suolo — rende la terra impermeabile, impedisce alle piante di assorbire acqua e sostanze nutritive. Il terreno diventa progressivamente sterile.
Nell’acqua — forma una pellicola sulla superficie che blocca l’ossigeno: flora e fauna acquatica soffocano. Basta 1 kg di olio esausto per inquinare 1.000 m² d’acqua.
Nelle falde acquifere — contamina le riserve d’acqua potabile, con impatti difficilmente reversibili.
Negli scarichi domestici — gettato nel lavandino o nei WC, ostruisce le tubature e compromette il funzionamento dei depuratori, aumentando i costi di manutenzione per tutta la collettività.
Smaltirlo correttamente è un gesto semplice, ma fondamentale. RenOils supporta cittadini e imprese in tutta Italia per farlo nel modo giusto.
Il riciclo: da rifiuto a risorsa al 100% riciclabile
L’olio alimentare esausto è altamente inquinante se smaltito male, ma è anche 100% riciclabile se raccolto correttamente.
In cosa si trasforma l’olio alimentare esausto?
Una volta raccolto e trattato, può essere convertito in:
- Biocarburanti (come il biodiesel)
- Saponi industriali
- Lubrificanti
- Prodotti per l’edilizia
Il riciclo degli oli e grassi vegetali ed animali esausti:
- Riduce l’inquinamento di suolo e acque
- Abbassa i costi di manutenzione degli impianti di depurazione
- Genera valore economico da un rifiuto quotidiano
- Contribuisce concretamente agli obiettivi di sostenibilità ambientale
Con il supporto di RenOils, cittadini e imprese danno nuova vita all’olio esausto ogni giorno, in tutta Italia.
Come smaltire l’olio alimentare esausto:
guida per famiglie e aziende
Sono gli oli alimentari che, dopo essere stati utilizzati per frittura o cottura, perdono le loro proprietà e diventano un rifiuto. Non possono essere riutilizzati e devono essere smaltiti secondo la normativa sui rifiuti speciali non pericolosi.
Perché forma pellicole nelle tubature, ostruisce gli scarichi e compromette il funzionamento dei depuratori, aumentando i costi per tutti. Un solo kg di olio può inquinare fino a 1.000 m² di superficie acquatica.
Lasciarlo raffreddare, versarlo in una bottiglia chiusa con tappo e conferirlo all’isola ecologica o nei contenitori stradali del Comune. Non va mai gettato negli scarichi o nell’indifferenziata.
Le attività di ristorazione sono obbligate per legge a smaltire oli e grassi esausti tramite un raccoglitore autorizzato. RenOils offre il servizio di raccolta su tutto il territorio nazionale.
Viene trasformato in biocarburanti (biodiesel), saponi industriali, lubrificanti e materiali per l’edilizia. È un rifiuto 100% riciclabile se raccolto correttamente.
Le aziende possono conservare oli e grassi esausti in deposito temporaneo secondo due modalità previste dall’art. 185-bis del D.Lgs. 152/2006:
- Conferimento trimestrale, indipendentemente dalla quantità
- Conferimento al raggiungimento di 30 m³, entro un massimo di 1 anno
Il ritiro deve essere affidato a un raccoglitore autorizzato. Il mancato rispetto comporta sanzioni da 270 a 1.550 euro (art. 256 D.Lgs. 152/2006).


