La raccolta cresce del 4,6% rispetto al 2024 e supera, per il terzo anno consecutivo, le 10.000 tonnellate. Toscana protagonista, mentre l’Umbria si conferma la regione con i migliori risultati pro capite d’Italia.
Il Centro Italia archivia il 2025 con un nuovo traguardo nella raccolta degli oli e grassi vegetali e animali esausti. Secondo i dati di RenOils, nelle cinque regioni dell’area sono state raccolte 11.238 tonnellate, il miglior risultato mai registrato, con una crescita del 4,6% rispetto al 2024.
Il dato conferma un percorso di crescita ormai consolidato. Dal 2019 a oggi, infatti, il Centro Italia ha conferito al circuito di raccolta e recupero di RenOils oltre 59.600 tonnellate di oli alimentari esausti. Un trend positivo interrotto soltanto nel 2020 dalle limitazioni imposte dalla pandemia e successivamente ripreso con continuità, passando dalle circa 6.900 tonnellate raccolte nel 2019 alle oltre 11.200 del 2025.

Raccolta oli esausti Centro Italia 2025
Toscana: il motore della crescita
La Toscana è la protagonista assoluta del 2025. Con 4.819 tonnellate raccolte, registra un incremento del 16,4% rispetto all’anno precedente, ottenendo il miglior risultato della propria storia e il maggiore aumento in termini assoluti dell’intero Centro Italia.
Dal 2019 il quantitativo complessivo supera le 25.500 tonnellate, confermando un sistema di raccolta ormai consolidato. A testimoniare l’efficienza della rete contribuiscono anche gli indicatori territoriali: 1,30 chilogrammi raccolti per abitante e 4.246 punti di prelievo, pari a 114 ogni 100.000 abitanti, numeri che descrivono una rete capillare e in costante evoluzione.
Umbria: la più virtuosa d’Italia
Se la Toscana guida la crescita in termini assoluti, è l’Umbria a distinguersi per le migliori performance proporzionate alla popolazione.
Con 1.875 tonnellate raccolte, in lieve flessione rispetto al 2024 (-2,8%), la regione raggiunge infatti un valore record di 2,21 chilogrammi per abitante, il più elevato a livello nazionale.
Anche la rete di raccolta rappresenta un’eccellenza: 1.753 punti di prelievo, equivalenti a 206 ogni 100.000 abitanti, una delle densità più alte d’Italia. A completare il quadro c’è un tasso di recupero del 77,6%, con 1.456 tonnellate avviate a recupero, confermando un modello particolarmente efficiente nell’ambito dell’economia circolare.
Lazio: grandi volumi e importanti prospettive di sviluppo
Con 3.283 tonnellate raccolte, il Lazio mantiene il secondo posto nel Centro Italia per volumi complessivi, sostanzialmente in linea con il 2024 (-0,9%).
Il dato che emerge con maggiore evidenza riguarda però la raccolta pro capite, pari a 0,57 chilogrammi per abitante, un valore ancora distante da quello registrato in Toscana e Umbria e che lascia intravedere ampi margini di crescita.
La regione dispone già della rete più estesa dell’area, con 7.225 punti di prelievo, rafforzata anche dal protocollo d’intesa sottoscritto con la Regione Lazio per incentivare la raccolta degli oli alimentari esausti nei piccoli comuni.
Il percorso di crescita resta comunque evidente: in sei anni i quantitativi raccolti sono più che raddoppiati, passando dalle 1.585 tonnellate del 2019 alle oltre 3.280 del 2025.
Marche e Abruzzo: due dinamiche differenti
Le Marche proseguono il proprio percorso di crescita con 803 tonnellate raccolte, pari a un incremento dell’1,1% rispetto al 2024. Sebbene l’evoluzione sia costante, la regione dispone ancora di una rete relativamente limitata, con 275 punti di prelievo, pari a soli 18 ogni 100.000 abitanti, elemento che lascia intravedere interessanti opportunità di sviluppo.
Scenario diverso per l’Abruzzo, che nel 2025 registra 458 tonnellate raccolte, in diminuzione del 18,3% rispetto alle 561 tonnellate dell’anno precedente.
Il dato, tuttavia, va interpretato alla luce della forte crescita registrata tra il 2023 e il 2024, quando i quantitativi erano passati da 306 a 561 tonnellate in appena dodici mesi. Nonostante la flessione, il livello di raccolta resta quindi sensibilmente superiore rispetto agli anni precedenti.
Recupero e rete di raccolta
Nel 2025 il Centro Italia ha avviato a recupero oltre 5.774 tonnellate di oli alimentari esausti, trasformandole in nuove risorse destinate alla produzione di biocarburanti, detergenti e altri prodotti dell’economia circolare.
A guidare la classifica regionale sono ancora una volta Toscana, con 2.427 tonnellate recuperate, e Umbria, con 1.456 tonnellate.
L’intera area può contare su una rete composta da 14.254 punti di prelievo, pari a una media di 109 punti ogni 100.000 abitanti, un risultato reso possibile soprattutto dalle elevate densità registrate in Umbria e Lazio.
