La Campania conferma il primato assoluto dell’area, la Sicilia registra la crescita più sostenuta, con un incremento del 51%. Nel complesso, il Sud e le Isole consolidano un percorso di lungo periodo all’interno di un sistema di raccolta ormai maturo.

Quanti oli e grassi alimentari esausti sono stati raccolti nel Sud e nelle Isole nel 2025?

Nel 2025, il Sud e le Isole hanno raccolto complessivamente 9.662 tonnellate di oli e grassi vegetali e animali esausti.

Il lieve calo rispetto al 2024, pari al 2,3%, riflette la naturale stabilizzazione di un sistema di raccolta che ha raggiunto la maturità operativa, dopo una fase di forte espansione culminata nel 2023.

Dal 2019 al 2025, la raccolta cumulativa ha superato le 72.500 tonnellate. Un dato che descrive meglio di ogni altro la traiettoria strutturale di un’area in crescita nel lungo periodo.

Raccolta oli esausti 2025 Sud e Isole
Campania: il pilastro della raccolta nel Sud Italia

Nel 2025, la Campania ha raccolto 5.365 tonnellate di oli e grassi alimentari esausti, confermandosi la prima regione meridionale e una delle prime in Italia per volumi assoluti.

La Campania è la regione che definisce i connotati dell’intera area. Il quantitativo cumulativo raccolto tra il 2019 e il 2025 supera le 40.797 tonnellate, quasi il 60% dell’intera raccolta storica del Sud e delle Isole.

La raccolta pro capite è pari a 0,96 kg per abitante, mentre la rete conta 11.799 punti di prelievo, equivalenti a 211 ogni 100.000 abitanti. Si tratta di una delle densità più elevate d’Italia.

Questi dati confermano che in Campania il servizio opera a pieno regime, intercettando con successo gli oli prodotti sia dalle utenze commerciali sia da quelle domestiche.

Sicilia: la sorpresa del 2025 con una crescita del 51%

La Sicilia registra la crescita più significativa del 2025 nell’area Sud e Isole.

Con 1.800 tonnellate raccolte, la regione segna un incremento del 51% rispetto al 2024. È il miglior risultato mai registrato dall’isola nella serie storica disponibile e indica un salto qualitativo nella capacità di intercettare gli oli e i grassi alimentari esausti.

La raccolta in Sicilia è facilitata da una rete molto capillare che conta 3.400 punti di prelievo, equivalenti a 70,9 ogni 100.000 abitanti.

Calabria: raccolta in crescita, ma la rete può essere potenziata

Anche la Calabria chiude il 2025 con un risultato positivo.

La raccolta raggiunge le 751 tonnellate, con una crescita del 5,5% rispetto al 2024. Il nodo ancora aperto riguarda la rete di ritiro.

Con appena 5,3 punti di prelievo ogni 100.000 abitanti, la Calabria registra il dato più basso dell’intera area. Esiste quindi un potenziale di crescita molto ampio, ancora da esprimere.

Molise: seconda migliore crescita percentuale dell’area

Il Molise, pur operando su una scala più ridotta, registra la seconda maggiore crescita percentuale del Sud e delle Isole.

La raccolta passa da 190 a 241 tonnellate, con un incremento del 26,4%.

Il dato pro capite è pari a 0,85 kg per abitante, mentre la densità della rete raggiunge i 90 punti di prelievo ogni 100.000 abitanti, uno dei risultati migliori dell’intero Mezzogiorno.

Puglia: una situazione di stabilità strutturale

Nel 2025, la Puglia ha raccolto 1.449 tonnellate di oli e grassi alimentari esausti, con una flessione del 2,7% rispetto all’anno precedente.

Il dato conferma una situazione di sostanziale stabilità e un percorso di lungo periodo che, dal 2019 a oggi, ha portato la raccolta cumulativa a superare le 13.500 tonnellate.

Merita tuttavia attenzione la riduzione della rete di prelievo, passata da quasi 5.900 punti nel 2023 a 2.391 punti nel 2025.

Se questa tendenza non verrà invertita, la diminuzione dei punti di raccolta potrebbe condizionare le performance future della regione.

Basilicata e Sardegna: due casi particolari

Per interpretare correttamente i dati relativi a Basilicata e Sardegna, è importante considerare il funzionamento del sistema italiano per la gestione degli oli e dei grassi alimentari esausti.

Il sistema prevede infatti un modello consortile all’interno del quale possono operare sul territorio diversi soggetti, tra cui RenOils.

In Basilicata e Sardegna, negli ultimi anni, si è registrata una progressiva diminuzione sia delle quantità raccolte da RenOils sia, soprattutto, dei punti di ritiro che hanno scelto di affidarsi al Consorzio.

Questo suggerisce che gli operatori sardi e lucani abbiano strutturato accordi con altri consorzi attivi nella filiera degli oli e dei grassi alimentari esausti.

Di conseguenza, le quantità raccolte attraverso questi operatori non figurano nei dati disponibili a RenOils e non rappresentano necessariamente una diminuzione complessiva della raccolta regionale.