RenOils 10 anni: dieci anni trascorsi dall’avvio del Consorzio, dieci anni di intenso lavoro, dieci anni di attività per l’Ambiente.
RenOils nasce come una scommessa. Un gruppo di imprenditori del settore — produzione e importazione di oli vegetali, raccolta e trattamento di oli esausti e grassi animali — ha scelto di guardare al futuro con una visione ambientale precisa:
“Ogni goccia recuperata ha un valore ambientale ed economico.”
Ennio Fano, Presidente RenOils

Ennio Fano, Presidente RenOils
Perché è nato un secondo consorzio per gli oli esausti
Da oltre 15 anni operava già un consorzio istituito con il decreto Ronchi sui rifiuti. Perché crearne un altro?
La risposta è semplice. RenOils nasce per incrementare ed efficientare la raccolta. Il Consorzio vuole adottare un sistema di tracciamento, conoscere le quantità reali degli oli alimentari esausti in gioco, fare ricerca per comprenderne dimensione e qualità. Vuole individuare le soluzioni tecnologiche più idonee, sensibilizzare i cittadini, ottimizzare i costi delle operazioni e dare risultati concreti alle imprese partecipanti.
Queste sono le ragioni di fondo.
Il legislatore aveva intuito qualcosa di importante: una pluralità di consorzi può rispondere meglio alla tutela dell’ambiente. Per questo alcuni imprenditori lungimiranti non si sono adagiati su un sistema unico, quasi monopolista. Hanno scelto di superarlo, dando vita a RenOils.
Il riconoscimento ministeriale e il sistema di tracciamento ROS
Già nel 2017 il Consorzio operava su tutto il territorio nazionale. Mancava però il riconoscimento formale, che doveva arrivare con un decreto del Ministero dell’Ambiente. L’ISPRA conduce per conto del Ministero un’istruttoria puntuale e accurata. Il 6 aprile 2018 RenOils ottiene così il decreto di riconoscimento e può finalmente operare con tutti i crismi della formalità.
Una scelta si è rivelata vincente: la piattaforma informatica di monitoraggio, sostenuta da una banca dati alimentata costantemente. Questo sistema permette di tracciare il rifiuto — l’olio alimentare esausto — dalla raccolta presso il ristorante fino al riutilizzo finale, magari come componente del biodiesel.
Il sistema si chiama ROS ed è accessibile anche agli enti istituzionali interessati, come ISPRA. Una vera rivoluzione in questa nicchia di settore.
I risultati: la raccolta raddoppiata in dieci anni
I risultati di questa scelta non si sono fatti attendere. RenOils 10 anni dopo la sua nascita può contare numeri solidi: la raccolta annua di oli e grassi animali e vegetali esausti è raddoppiata. Nel 2025 si superano oltre 100.000 tonnellate complessive, di cui ben 60.000 tonnellate raccolte dalle imprese consorziate a RenOils. Oggi al Consorzio aderiscono migliaia di operatori: dai ristoranti sparsi in tutta Italia alle grandi aziende di raccolta e trattamento.
Un successo significativo per RenOils 10 anni dopo la sua fondazione, e per l’ambiente.

Ricerca, formazione e collaborazioni istituzionali
RenOils ha investito molto impegno nelle attività di ricerca, in particolare attraverso collaborazioni con le principali università italiane.
Va segnalata l’indagine condotta da CNR/IRSA in collaborazione con UTILITALIA. L’obiettivo era capire quanto olio alimentare esausto le famiglie versano nei lavandini. I ricercatori hanno analizzato le acque che arrivano agli impianti di trattamento e depurazione dei Comuni. I dati emersi sono stati importanti per due motivi: intensificare le azioni di sensibilizzazione verso i cittadini, e permettere alle aziende di raccolta di attrezzarsi meglio per intercettare gli oli esausti che arrivano dalle abitazioni.
RenOils organizza ogni anno campagne di informazione e formazione nelle scuole. Il Consorzio partecipa inoltre alle manifestazioni specializzate sull’economia circolare e sul settore. Ogni anno redige puntualmente il report di attività e lo trasmette al MASE, il Ministero vigilante.
Un ringraziamento ai fondatori di RenOils
Un merito e un ringraziamento vanno ai consorziati fondatori: Assitol (Associazione Italiana dell’Industria Olearia, con l’allora Presidente Giovanni Zucchi), A.R.O.E. (Associazione Nazionale Italiana delle Aziende di recupero Oli e Grassi Vegetali e Animali Esausti, con il Presidente Alberto Zanotti), AssimpreseItalia e Papa srl.
Qualche mese dopo la costituzione si è aggiunta anche Assograssi, con l’allora Presidente Alberto Grosso.
Sono imprenditori coraggiosi. Il Consorzio si regge infatti sugli esigui proventi del Contributo Ambientale, che nasce dal principio della responsabilità estesa al produttore: lo versano solo le aziende che forniscono olio.
Un ringraziamento è doveroso anche verso chi non è più tra noi, ma ha fortemente voluto la costituzione di un consorzio alternativo al CONOE. In primis il Dr. Renzo Restani, Direttore di Assograssi e di A.R.O.E. fino al 2009, che per anni ha spinto gli operatori in questa direzione. E il Dr. Claudio Ranzani, allora anche Direttore di Assitol, che è succeduto a Restani nella direzione di Assograssi ed è stato nominato primo Presidente di RenOils alla costituzione.
